Intervista a Enrico Valenza
Per inaugurare il blog sulla Open Graphic (che non ha ancora un suo header :P ) ho pensato di cominciare in grande stile e grazie alla disponibilità di Enrico Valenza posso pubblicare un intervista che mi lascia veramente soddisfatto rispetto alle aspettative… Continuate a leggere!
Intanto grazie per la possibilità concessami di intervistarti. Come molti già sapranno sei un ottimo grafico, molto conosciuto nel campo della Open Graphic e presentarti per la maggior parte degli utenti di questo sito è superfluo, considerata la tua fama, particolarmente in Italia. Ma ultimamente hai ricevuto anche un premio importante a livello internazionale per la comunità di Blender, sei infatti stato premiato nell’edizione 2005 dei Suzanne Awards per il filmato “New Penguoen 2.38″ nella categoria “Best Animation, original idea or story”. Vuoi raccontarci qualche dettaglio di questo tuo più recente successo?
Gh! Grazie a te per l’onore di questa intervista. Onestamente non credo di avere un tal fama, ma se lo dici tu…
“New Penguoen 2.38″ é nato per caso, nel senso che non avevo pianificato l’animazione per partecipare ai Suzanne Awards. Semplicemente avevo visto diverse volte lo spot della Citroen C4 ed ogni volta che lo vedevo mi faceva impazzire! Precedentemente avevo modellato e riggato “Pengzilla” per provare la (allora) nuova feature per il softbody di Blender, e così mi é venuta questa balzana idea di rifare lo spot imitandone il più possibile l’ambientazione e sostituendo il pinguinone al robot ballerino . Anche la trovata di farlo diventare arrosto nel finale mi é venuta strada facendo, all’inizio l’idea di base era semplicemente [i]Pengzilla[/i] che balla al posto del transformer. Così però é venuto fuori anche lo slogan “New Penguoen 2.38, cooked with Blender 3d”, un gioco di parole su quello dello spot originale che recita “New Citroen C4, alive with technology”. Con tutte le nuove implementazioni per le armature e per l’animazione della versione 2.38 di Blender, ho rifatto il rigging da zero (e con il nuovo sistema non c’é voluto poi molto), anche per tenermi aggiornato alle nuove feature (ormai é difficile riuscire a stare al passo, ogni due settimane aggiungono qualche nuova meraviglia). Mentre ci lavoravo é uscito l’annuncio dei Suzanne Awards 2005 e allora ho pensato: “se faccio in tempo a finirlo, lo mando”. Grazie al cielo questa estate ero riuscito a sostituire il mio vecchio e glorioso Pentium III con un pc moooolto più veloce, un AMD a 64 bit, così sono riuscito a finire il tutto giusto tre o quattro giorni prima della scadenza. E poi ho impiegato 40 ore consecutive per il rendering. Non potevo spezzare le diverse scene perché il rigging usa un sistema di slow-parenting per simulare il softbody, e facendo ripartire il rendering da un certo punto quest’effetto veniva ricalcolato dall’inizio e non dal punto in cui era arrivato nell’inquadratura precedente. Quindi 40 ore consecutive di rendering. Per scoprire poi che con il motion blur attivato a 16 l’effetto risultava comunque appena visibile, e rirenderizzare il tutto da capo senza mb (ci ha messo solo un paio di ore)! Gli incerti del mestiere… In tutto ci ho impiegato tra le tre e le quattro settimane, a realizzare l’animazione. Difficile essere più preciso perché ci lavoravo nei momenti liberi e non ho tenuto conto del calcolo delle ore.
Considerati i tuoi risultati sia nell’animazione che nella grafica 3d, mi viene da domandarti se sei più attratto per l’una o per l’altra…
Indubbiamente dall’animazione, é sempre stata il mio sogno; oltre ad una indomabile spinta a realizzare qualcosa che non é mai esistito o non esiste più, cercando di farlo sembrare vero. E’ da qui che nasce anche la mia passione per i dinosauri e per la fantascienza. Questo ho sempre cercato di farlo, anche come illustratore, e quando ho comprato il primo computer ho scoperto che potevo ottenerlo anche tramite il movimento. In effetti credo che un’animazione in cg finita sia una delle forme più alte di arte; comprende la pittura, la modellazione (quindi la scultura), la recitazione e lo studio artistico del movimento e della dinamica dei corpi. Cosa si può volere di più?
A cosa ti ispiri per realizzare le tue opere?
A qualunque cosa. Avendo un background di illustratore, naturalmente l’arte figurativa é un’ottima risorsa. Poi sono molto appassionato di cinema e posseggo una fantasia malata che cerco sempre di contenere. Uno dei miei sogni é realizzare qualcosa con l’impatto dei dipinti di Frank Frazetta, uno dei miei illustratori preferiti.
Come descriveresti il tuo stile grafico?
Mah… realistico, probabilmente, anche se spesso per lavoro devo staccarmi da questo tipo di approccio per fare cose più “cartonose”. Ad ogni modo anche quando disegno su un foglio di carta cerco sempre di pensare in tre dimensioni, quindi forse il termine “realistico” é comunque quello più indicato.
Che tipo di rapporto hai con la tecnologia hardware e software che usi? Cosa pensi in particolare di Blender?
Non ho un buonissimo rapporto con la tecnologia dei computer e dei software, nel senso che me ne intendo veramente poco. Ad esempio sto cercando di passare a Linux da un po’ e sono ancora fermo ai vari problemi di installazione delle applicazioni, proprio non ci riesco. Di Blender non posso che pensare tutto il bene possibile, secondo me era già parecchio buono qualche anno fa, ora sta diventando stratosferico. Credo che in futuro comincerà sempre più ad essere utilizzato dalle case di produzione.
Quale funzione vorresti che fosse immediatamente implementata in Blender (o in altri software open)? Cosa ti semplificherebbe la vita?
Sicuramente l’image based motion blur, l’ho sognato, l’ho implorato, l’ho chiesto a gran voce un sacco di volte arrivando anche a litigare sul forum con un programmatore finlandese (o era norvegese? In realtà io sono una persona estremamente mite e socievole, poco incline al litigio e noto per il mio buon carattere e la istintiva simpatia che inspiro in chiunque mi si avvicini… vabbè). Aspetto con impazienza anche l’implementazione di Verse per poter lavorare contemporaneamente con Gimp e Blender in tempo reale.
Ci vuoi parlare del tuo metodo di lavoro per le opere digitali?
Volentieri. In genere ho un’immagine che mi dice qualcosa, e allora penso di realizzarla. Se l’immagine é troppo vaga mi metto a schizzare su carta fino a definirla ad un livello accettabile, altrimenti parto subito o con la modellazione di un personaggio o con il sistemare un ambiente. La modellazione all’inizio é sempre molto grezza, mi interessa di più verificare i volumi e come si compongono nell’immagine. A un certo punto quindi modellazione e ambiente sono allo stesso livello, diciamo un livello medio, così verifico la direzione della luce, i colori dominanti, ecc. Quando sono soddisfatto dell’immagine nel suo complesso, rifinisco i dettagli, applico i materiali, comincio a dipingere e ad applicare le texture. Faccio parecchi rendering di prova. Non uso mai nessun effetto di postprocess, se si esclude il rendering per layer dei vari elementi con canale alpha e la loro composizione o in Gimp o nel sequencer di Blender.
A cosa lavori adesso, e quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Oltre al mio abituale lavoro come illustratore freelance, attualmente sto pensando seriamente a due video: uno con un character umano (una donna, naturalmente) ed un altro dal titolo provvisorio di “Evolution” (niente a che vedere coi dinosauri, giuro). Diciamo che in quanto a complessità sono il gradino successivo all’animazione del pinguino, pianificando bene le cose dovrei riuscire a farli. “Blending with Dinosaurs” e “Alienss!” sono sempre nel mio cuore, ma sono progetti estremamente complessi che comunque non abbandono, anche se dovranno aspettare un po’ (soprattutto aspettano l’image based motion blur).
Grazie ancora e buon lavoro!
Grazie a te e buon lavoro a tutti!
PS: Non dimenticate di visitare il sito di Env




http://www.autistici.org/darko
che devo dire… sono emozionato nel leggere questa intervista!! grande env onori al maestro:-)
complimenti anche all’intervistatore.