Digitalliberty: Presentation
Vi presento la serie Digitalliberty, immagini tematiche realizzate, per mezzo del software di illustrazione e fotoritocco open source Gimp su piattaforma Linux, da me medesimo, negli ultimi mesi del 2004. Vogliono rappresentare non solo visualmente, ma anche con brevi versi, un possibile futuro per la tecnologia informatica e quindi per il destino dell’umanità sempre più inscindibilmente legato ad essa. Un futuro terribile, frutto di errori perpetrati proprio in questo periodo storico chiave, e che vengono ancora commessi deliberatamente, propagandosi e mutando in aberrazioni.
Digitalliberty si può considerare come un esplosione di emozioni contrastanti, anche molto negative, che schizzando violentemente su delle tele le hanno segnate ed in alcuni punti, incise, formando istantanee di allucinazioni, come previsioni del peggior futuro che un uomo possa temere che si avveri. In particolare un uomo, quello che considera il computer e la grande rete come uno strumento di liberazione, di democrazia, vedendoli invece trasformati in strumenti di potere centralizzato e dittatorio. Nel periodo in cui cominciai a lavorarci seguivo particolarmente attentamente le vicende dell’universo di bit, già sotto le redini di interessi economici e politici da tempo, purtroppo.
News dopo news, in quel periodo sempre più inquietanti, seconda quest’ottica, presto la prospettiva finora positiva, utopistica, che avevo in mente per quel mondo (che è anche uno dei miei preferiti) si deformava, si appiattiva contorcendosi e lamentandosi sommessamente, si abbassava completamente alla logica del profitto o ancora peggio, del dominio, seguita e applicata dai governi e da molte grandi aziende senza scrupoli, ma non solo.
Era effettivamente un periodo nero, la guerra di alcune sporche multinazionali al software libero impazzava, e ogni ora qualcosa di talmente stupido da essere assolutamente fondamentale, come il “link” o un basilare algoritmo, una porzione di codice elementare, veniva brevettato e “bloccato” indiscriminatamente da aziende con l’unica intenzione di minacciarne altre, per lucrare con autentiche estorsioni legalizzate, per abusare l’intelligenza.
In quei giorni vedevo i principi di internet così come i suoi utenti, veri artefici, l’avevano edificata, sgretolarsi sotto il peso di mostri economici con evidenti folli ambizioni. Talmente era il senso di oppressione che ad un certo punto dovetti isolarmi dal mio mondo, uscirne e rinchiudermi in me stesso. Cercare una soluzione disperata, che anche se avessi trovato non avrei mai avuto il potere di applicare, ne il diritto probabilmente. Impotente, potevo solo essere trascinato sempre più in fondo dai miei conflitti. Non appena mi trovai davanti una schermata di Gimp e raccolta sufficiente decisione, cominciai a tracciare dei segni rabbiosamente, poi li torturavo, distorcendo tutto perversamente, lo ammetto, e alterandone i colori e l’effetto materico virtuale fino al punto i cui questi si plasmavano ai miei sentimenti, riflettendoli. Riproducevo le immagini della mia mente, la previsioni di un funesto avvenire. E mi sfogavo, nell’atto di una sincera, liberatoria, catarsi. Non ho usato foto ne altro materiale preesistente, centinaia di pixmap e texture sono state create usando i soli strumenti e filtri inclusi di base nel programma, ricombinati e miscelati migliaia di volte come incoscientemente, per essere ricomposte nei risultati finali.
Digitalliberty è dunque una serie di immagini che illustrano un futuro possibile, certamente non desiderabile, in cui gli schiavi, gli utenti, sono stati felici quanto inconsapevoli di dotarsi di catene sempre più strette ai propri bisogni vitali, da ritrovarsi imprigionati da gente che li ha prima sfruttati per ingrandirsi, ed infine soggiogarli, schiacciarli. Diventando autentici demoni. Ad un certo punto il denaro non è stato più abbastanza, sviluppatasi la convinzione e la effettiva consapevolezza del proprio potere.
In questo universo oscuro, come un medioevo elettronico post-apocalittico, l’individualità si confonde e si disperde, ora il marchio imperversa e chi ne è dotato impera. Tutto questo è alienante, lo so, ed è così che deve essere. Un esasperazione totale per convincervi a *voler* osservare e voler *capire*.
Ovviamente queste immagini, concepite come “stampe”, incisioni replicabili un numero infinito di volte (notare la numerazione), sono in fondo solo wallpaper, sfondi per il desktop e non hanno nessuna ambiziosa pretesa artistica. Credo dovrà passare ancora molto tempo prima che la computer grafica venga considerata come arte a tutti gli effetti, com’è giusto che sia, in realtà . Parlo in generale. Io personalmente auspico che queste immagini possano aiutarvi a insinuarvi anche una minima curiosità verso questi temi ed invogliarvi ad informarvi, per riflettere e compiere scelte importanti, decisive.
Anche per questo i versi sono ermetici, per stimolarvi ad elaborare a fare ricerche e trovare i nessi, i significati, le analogie. Alcuni enigmi si annidano nei simboli, certi schemi e nuove informazioni possono rivelarsi solo con attente osservazioni, alcune solo con lunghi studi che dubito molti di voi tenteranno (grazie a chi proverà ). Ma non vi preoccupate, godetene, se potete, o volete.
Tutto questo è dedicato a chi, già oggi, ha gli occhi abbastanza aperti ed i sensi abbastanza aguzzi da rilevare come alcuni importanti eventi siano coperti da un velo grottesco e ridicolo, contraddizioni al buon senso passateci da media come cose normali, regolari.
Ma soprattutto sono rivolte a chi ancora ignora, non per sua colpa, ma perchè l’informazione è schiava di principi che non vi porteranno mai alla vera conoscenza.
Le mie speranze per il futuro sono di una società che abbia capito e accettato il valore della libertà , delle diversità , e della pacifica convivenza. Io credo, spero, che con minori sforzi e più velocemente questo possa essere conseguito tramite un uso maggiormente più diffuso e capillare di internet a quasi qualunque livello, se questa sarà tutelata nella sua natura libera. Grazie per la cortese attenzione.
Vi prego di visitare anche il sito No 1984 per ulteriori interessanti informazioni su questo argomento.
gls




Ciao GLS.
Un pochino ti invidio primo perchè sai usare Gimp e a me non parte nemmeno sotto Win e secondo perchè hai quella creatività che a me manca e che vorrei tanto avere… certo, non sono capace di criticare ma mi piace quello che mi dà emozione e le tue immagini danno emozione, anche senza parole, c’è però un piccolo difetto di fondo secondo me: c’è troppa ripetitività …cioè, è come se avessi una carica creativa pari a 100 in quel momento e butti giù 5 tavole con creatività 20… potresti provare a concentrarti solo su di una tavola…