Metafisica del sabato mattina
Oggi riflettevo sul solipsismo (leggi: rifuggevo il lavoro per dedicarmi alle seghe mentali
). Il solipsismo, in breve, è una linea di pensiero filosofica dichiarante che l’unica cosa esistente è il nostro ego, e che l’intero universo è creato dalla nostra mente. Si potrebbe immediatamente etichettare come una idiozia pentadimensionale, ma in effetti pare sia l’unica filosofia logicamente sostenibile. Infatti tutto quello che conosciamo con sicurezza sono i nostri pensieri e le nostre sensazioni, mentre non possiamo conoscere quelle degli altri (semmai tramite un confronto con il nostro comportamento in una medesima situazione possiamo fare un analogia e “credere” di sapere cosa gli altri provano).
Anche il mondo esterno e la materia non sono “affidabili” perchè l’esperienza di queste cose la viviamo attraverso sensazioni che proviamo dentro di noi, non fuori, e che quindi potrebbero essere facilmente illusorie.
Insomma, spiegato in due parole, non rende. Ma voglio provare per un attimo ad applicare questo schema alla mia vita.
Quando sono venuto a conoscenza di questo argomento, per cominciare, ho subito pensato che se la mia mente è stata in grado di farmi vivere situazioni estremamente realistiche, ma non reali, questo è sicuramente un punto a favore per questa teoria. Immediatamente dopo ho notato però che se esistessi solo io, gli altri dovrebbero essere un mio “prodotto”, ma questo è impossibile perchè sono dotati di coscienza propria e potrebbero porsi la mia stessa domanda, a quel punto potrei essere io il “prodotto” di qualcun altro e non esistere. E’ anche vero che nei sogni lucidi ho “incontrato” persone che sfuggivano totalmente al mio controllo e sembravano completamente indipendenti e dotate (almeno apparentemente) di una propria coscienza. Altro punto a favore per il solipsismo, se può succedere nei miei sogni può succedere anche nello stato di veglia, o in quello che credo sia lo stato di veglia.
Diverse religioni orientali, fra cui lo Zen, dicono che la separazione tra “io” e universo è inesistente, quindi mi chiedo dove comincia la mente e finisce l’universo… Ma soprattutto mi domando, se fosse veramente tutto “finto” e partorito dalla mia mente, compresi altri svariati miliardi di esseri viventi sulla terra, esisterei solo io… Dunque sarei Dio?!?
Come vedete, fare filosofia spicciola non mi porta ad altro che a farmi elaborare ragionamenti da megalomane
.
Proprio ieri sera dicevo a Maya questo: “Amore, ho pensato che la mia esistenza è come una collana di perle, di cui ogni sferetta è una parte della mia vita e tu il filo che le tiene insieme”. Se lei fosse irreale, potrebbe rivestire tanta importanza per il mio cuore? E Julia? Vorrei averle create io, così perfette, ma in fondo ritengo sia una fortuna che non sia così, io desidero “vivere nella loro vita”, non “essere la loro vita”.
Ok, ok, è ora di tornare a lavoro…



“Vorrei averle create io, così perfette, ma in fondo ritengo sia una fortuna che non sia così, io desidero “vivere nella loro vita”, non “essere la loro vita”
Consiglio per la lettura:
Un posto nel mondo di Fabio Volo.
(anche io pensavo fosse una cazzata…ma l’ho letto lasciandomi alle spalle questi pregiudizi)