adsense, adwords pay-per-click, pay per click, payperclick, ppc affiliate programs, affiliation programs, programmi di affiliazione ads, advertising make extra money, money at home 2d 3d graphics, grafica 2d 3d, design 2d 3d animation, animazione 2d 3d draw, drawing, disegno, disegnare model, modeling, modelling texture, texturing render, rendering, renderfarm cinema, film, dvd book, books, libri hosting, housing server, cluster parallel computing domain name lucid dream, lucid dreamer, lucid dreaming, sogno lucido
gls Network XML Feed Contact Me Add to Social Bookmarks
-->
Friday, 7 April 2006 @ 18:32
Categorie: Tech, Life

Un idiota tecnologico dalla mattina alla sera. La giornata tipo. Prima puntata.

posted by gls

Nota: Questo racconto è volutamente esagerato, anche se si ispira a fatti purtroppo realmente accaduti.

Il risveglio.
La giornata del geek comincia prima ancora di alzarsi la mattina ed iniziare un altro segmento della sua esistenza di zombie internet-dipendente. A fatica riesce ad aprire gli occhi e togliersi le cuffie (L’idiota tecnologico dorme con le cuffie, o come minimo gli auricolari). Raccogliere le forze dopo un intensa nottata a sognare alternativamente gnocca e CPU, forse le uniche vere cose di cui gli importa, non è semplice…

Le serrande sono completamente chiuse e anche se fuori il sole splende, il buio regna in camera da letto, tranne che per una luce bluastra proveniente da un computer perennemente accesso sulla scrivania. Questa è accompagnata da lampeggii vari, rossi, gialli e verdi di vari dispositivi e periferiche. Senza questi ed il rumore bianco generato delle ventole, lui e la sua fidanzata nerd non sarebbero nemmeno riusciti a prendere sonno la notte prima.
La fidanzata nerd gioca un ruolo fondamentale nel risveglio dell’idiota tecnologico. Il suo corpo caldo e addormentato è come una irresistibile calamita. Pur con il poco sexy pigiamone alla Lain e l’informe cespuglio di capelli arruffati l’attrazione dettata dal contatto delle mani con la pelle liscia e morbida sotto la biancheria è fortissima. Ma dopo qualche minuto di sopportazione silenziosa, al grido di “Ma vai a guardarti un sito con le donnine invece di rompere a me!” parte una gomitata devastante che quasi spegne ogni desiderio.
Ecco quindi il doloroso risveglio.

Il momento perfetto per smanettarsi il cervello.
Il primo passo nella sua nuova entusiasmante giornata è controllare le ultime novità via RSS con il portatile, mentre è ancora coricato, seduto sul cuscino e con il dispositivo sulle ginocchia, ancora accoccolato alla sua dormiente e manesca compagna, senza dimenticare di dare un’occhiata anche alle mail che da quel momento lo seguiranno costantemente durante l’arco della giornata.
Infatti, ad ogni nuova mail, il client di posta avvertirà con un segnale sonoro (registrato da una puntata di Startrek) che un “nuovo messaggio subspaziale è in arrivo”.
Completate alcune operazioni di routine, volte a tenere aggiornato agli ultimi eventi il soggetto e che comprendono visite prolungate a siti di news, blog, forum ecc. è nuovamente il momento di dormire. E’ passata un’ora dal suo primo risveglio e ri-addormentandosi in questa particolare condizione e modalità ha pieno accesso ad almeno un ora di sonno REM puro in cui grazie alle numerose tecniche del sogno lucido e vari gingilli elettronici lampeggianti sul viso si divertirà a prendere il controllo dei propri sogni, provare innumerevoli e sconcertanti esperienze extrasensoriali, OBE, ed altri alterati stati di coscienza. L’idiota tecnologico non si droga, ma si sballa lo stesso. Lui chiama questo “Brain Hacking”. Assunto infatti che la mente umana è come un potente elaboratore dalle potenzialità perlopiù ancora inesplorate e di cui non abbiamo che un minimo controllo, perchè non dilettarsi nel crackarlo, magari cercando di installare una shell?
Dopo un’ora circa di svolazzamenti vari, esperimenti e rivelazioni è arrivato il fatidico momento di alzarsi. Spesso questi test danno risultati abbastanza interessanti da fornire una buona carica di entusiasmo della durata anche di quattro-sei ore.

La colazione.
A prescindere dalla stagione e da qualunque temperatura indichi il termometro ambientale l’idiota tecnologico sente sempre freddo nel momento in cui si dirige seminudo verso i vestiti nell’armadio. C’è un ottima possibilità, statisticamente parlando, che questi non siano stati stirati dalla fidanzata nerd, preferendo questa i MMORPG.
La sua degna erede è già in piedi da un po’, e ha disegnato su almeno una decina di fogli mentre ascoltava la televisione.
Mentre libera il tavolo del salotto da residui di saldature, liquidi anomali (come bagni per elettroformature improvvisati) e alimentatori di pc convertiti in qualsiasi cosa e ripulisce e disinfetta tutto, la creaturina gli gironzola intorno senza lasciarlo un momento. Le loro conversazioni in questi momenti sono delle più varie. Ieri ad esempio: “Popy, ma i neutroni cosa sono?” e lui “Particelle sub-atomiche tesorino” e lei con convizione “Ah, ho capito”.
La colazione consiste per la bambina in latte e biscotti o cereali. L’idiota tecnologico preferisce consumare la pizza avanzata dalla sera prima, o patatine, o coca-cola, o tutto insieme. Spesso riflette se per ottimizzare non sia il caso di frullare tutto ed ingerire in un solo colpo.

Accompagnare la prole a scuola.
Accompagnare la “tenera virgulta” a scuola presume dover uscire di casa. Il vero idiota tecnologico evita sempre questa fastidiosa evenienza, e per un motivo ben preciso: fuori casa non ha disposizione nè strumentazione nè connessione ad internet, è come uscire nudi. Ma a volte è inevitabile. Uscito dal portone la luce solare ferisce le sue pupille per un momento, poi mano nella mano si incamminano verso la scuola chiaccherando: “Popy, ma quando mi monti una scheda grafica con l’accellerazione 3d?” e lui “Pucy è un problema, il tuo computer non ha lo slot AGP…” e lei “Ah, ho capito”. Insomma roba del genere.I passanti lo osservano, tutto vestito di nero e con la barba incolta.
Finalmente, arrivano. Le maestre accolgono la piccola con calore, tenendo lo sguardo basso verso di lei, sorridendole e vezzeggiandola. Poi alzandolo (lo sguardo) e vedendo il padre idiota tecnologico prendono subito a ringhiare ferocemente: “GRARRRG-ARGGRR n’giorno. Ieri abbiamo fatto *questo e quello* in classe con i bambini, sua figlia è molto avanti rispetto agli altri, un piccolo genio…” Si interrompono quindi, pensando: “Misteri della genetica” Per qualche strano motivo le maestre lo odiano. E la storia si infittisce! A domani, con la seconda parte :D

Permalink

Lascia un Commento

megmoticons®

Questo blog supporta i gravatar (globally recognized avatar). Se anche tu ne vuoi uno, crealo su gravatar.com.
OpenSource only