Piccolo recuperino casuale
Da bravo trashwarista/retrocomputerista maniaco qual io sono, una delle abilità che ho sviluppato è quella dello “sguardo veloce sul cassonetto che fugge”, ovvero lo scannerizzare in pochi istanti la zona circostante i cassonetti alla ricerca di pc, mentre guido…
Oggi è capitato che dovessi fare un intervento (sono tecnico presso un negozio/laboratorio informatico) dalle parti della casa dei miei, ed in quella zona hanno ultimamente costruito una specie di torre gigantesca su cui tre pale (40 metri ognuna) sospinte dal vento, ruotando, producono energia elettrica per mezzo di un grosso alternatore. Un impianto di energia eolica in breve… La prima volta l’ho vista ieri dalla finestra della stanza di mia sorella e sono rimasto impressionato, direi anche affascinato. Mi sono ripromesso anche che l’avrei vista da vicino. E così ho fatto, in fondo cinque minuti posso allontanarmi dal lavoro visto che la sera a volte torno alle dieci e mezza stanco morto! Ho imboccato il cavalcavia che porta alla strada per marina, ma ho preso la direzione opposta, passando dietro al centro direzionale ASI , e sono andato a caccia di mulini a vento. Non ci ho messo molto ad arrivare, sono arrivato proprio sotto la costruzione, dalla parte posteriore ed ero alquanto allibito. L’avrei abbracciata quella torre, una fonte di energia pulita, rinnovabile…
Proprio davanti a dove mi sono fermato con lo zip, il mio inconfondibile/infaticabile scooter color caccola ammuffita metallizzato-infangato, a turbare la visione celestiale di uno sprazzo di civiltà umana e grande tecnologia, giustamente, una discarichetta a cielo aperto, proprio di fronte. Ho individuato immediatamente un case super-full-tower peraltro identico ad un altro ritirato proprio qualche giorno fa. Ovviamente nel giro di dieci secondi era sulla pedana della moto. Poi c’era una tastiera di Olivetti M24 purtroppo troppo rovinata, ed è stato un vero peccato perchè le tastiere di M24 mi piacciono moltissimo, io le userei con i pc nuovi! Ne ho già una, il cui restauro mi è costato tre ore e mezza di lavoro (ora è pressoche immacolata). Alla fine non l’ho presa, ma sapendo che gli incubi stanotte mi tormenteranno credo che domani tornerò a prenderla 
Il solito frigorifero, la solita lavatrice, una stampante ad aghi… Insomma, caricato il grazioso Pentium 1 (completo di tutto tranne gli hard disk) che quasi mi impediva di girare lo sterzo, decisi che la mia prossima destinazione era casa dei miei come deposito temporaneo, poi sarei tornato al lavoro, e stasera non appena libero mi sarei fiondato a raccattare il gustoso bottino. Cosi ho fatto. Considerato che quel case poteva benissimo contenere nidi di insetti o lucertole o addirittura folletti dispettosi, nonostante esternamente fosse in buone condizioni (era pur sempre in mezzo alla sabbia), lo posizionai sul pianerottolo fuori dal loro appartamento, non si sa mai…
Verso le otto e mezza, avanzavo verso i luoghi della mia sinistra infanzia con in testa un idea fissa: -Smontare-Pulire-Moddare-Fotografare-
Ma a dire il vero mi sono prima fermato per un gelato, paciugo per la precisione, mentre mia madre parlava della piaga dell’umanità : gli avolesi e la loro posta. Le operazioni di trasporto successive non hanno presentato difficoltà , salvo che al terzo piano salendo le scale di casa mia sono inciampato nella mia stessa lingua.
L’ho aperto per sbirciare le sue grazie e gioioso della sua inattesa verginità e pulizia interna l’ho lasciato sul pavimento fissandolo e riflettendo morboso sul da farsi. Ora avevo la coppia, e le coppie di pc si prestano a modding selvaggi!
Escludo che queste motherboard/cpu/ram finiscano nel cluster, questi case sono troppo carini e versatili. Devo pensarci ancora un pò su, ma mi frulla per la testa una cosa…



Lascia un Commento