In lavorazione…
Il progettone attuale all’insegna del “è un casino spaventoso ma posso farcela” è la costruzione di due cluster di computer, si avete capito bene, non uno, ma ben due
Definizione di “Cluster”
Qualora non lo sapeste un cluster di computer è…
una sorta di super-computer costituito in pratica da N normali (più o meno) computer connessi in rete tra loro e che con un particolare sistema operativo ed un software per la gestione del calcolo parallelo, permette di eseguire un programma come se stesse girando su un unico computer ma con la potenza di N computers sommata tra loro (all’incirca). Potete facilmente immaginare i risultati su cluster assemblati con decine di computer.
Come è cominciata
Iniziai ad interessarmi a questa tematica quando occupandomi di grafica 3d, l’elaborazione digitale delle immagini (procedura chiamata render) richiedendo molti calcoli occupava molto tempo, spesso impegnando il computer anche per giorni (!). Un cluster di 3 soli pc in pratica avrebbe ridotto ad un terzo i periodi di febbricitante attesa (Nota: Un giorno dovrò filmarmi durante un render, per documentare).
Le grandi manovre
Il problema però era che i fondi per comprare quantità di elaboratori proprio non li avevo. Così decisi di costruire un super-computer partendo da vecchi pc recuperati. Ovviamente ne servinano davvero tanti, ma considerato che erano virtualmente a costo zero il problema non si poneva. Cominciai con le operazioni di recupero.
L’idea era semplice -Da qualche parte qualcuno vuole disfarsi del suo vecchio computer- e io ovviamente dovevo fare in modo che questo finisse nel mio laboratorio e non triturato o peggio abbandonato in qualche discarica. I primi pc erano di privati, miei amici e conoscenti che erano ben felici di togliersi il 486 dagli impicci. Poi fui fortunato, entrai in un grande ufficio e trovai subito delle persone disponibili e simpatiche pronte ad aiutarmi. In pochi giorni quasi svuotai il piccolo magazzino che mi misero a disposizione, portandomi a casa 7 pc e 9 monitor (che non mi servinano per il cluster ma per la mia postazione “da combattimento” (spiegazioni in seguito) più qualche altro accessorio, fra tastiere, cavi, ecc. In cambio una ricevuta, un fogliettino in cui dichiaravo chi ero, cosa prendevo, e quali fossero i miei scopi, garantendo che quel materiale non sarebbe mai stato disperso nell’ambiente ma riutilizzato. Cominciò la mia carriera di trashwarista.
Definizione di “Trashware”
Il trashware è un attività hobbistica, ma per qualcuno anche imprenditoriale, che consiste nel raccattare computer dalla spazzatura (trash infatti) o poco prima che ci finiscano. Io personalmente oltre a donatori come privati, aziende ed enti, mi sono spesso e volentieri rifornito da una specie di discarica per i rifiuti speciali e quando ho adocchiato qualcosa di utile vicino ad un cassonetto non mi sono fatto troppi scrupoli a portarla via. Non mi vergogno affatto di questo, anzi vado fiero di aver contribuito nel mio piccolo ad aver ridotto l’inquinamento provocato da questi materiali, altamente inquinanti appunto e aver anche salvato apparecchiature ottime che in realtà funzionavano perfettamente e che non meritavano il cestinaggio.
In ogni caso tutto quello che viene recuperato viene smontato pezzo per pezzo e ripulito in vari modi, catalogato (ormai ho anche un database dei pezzi con centinaia e centinaia di entry), confezionato e messo da parte per un utilizzo preventivamente pianificato e che sia strategico, ovvero che punti al massimo riutilizzo con la massima efficienza possibile. A tutto questo ci sono arrivato passo dopo passo, acquisendo anche una discreta esperienza, cionondimeno divertendomi moltissimo.
Alla fine, ad oggi quantomeno, sono arrivato a raccogliere 64 computer… Continua



Oh, là , finalmente qualcuno che possa essermi d’ispirazione… io ho due computer anzianotti (pentium 100 e pmmx166 - a quest’ultimo sono affezionato) e della componentistica varia, e già sono nel panico che non so che cosa farne.
Seguirò le tue gesta con attenzione, gls