Una beata mazza
Inizio a scrivere questo post alle sei e quarantadue minuti di mattina, o notte, se preferite. Non riesco a dormire nonostante gli sforzi, neanche troppo sinceri. Negli ultimi giorni sono stato volutamente lontano dal blog e dalla blogosfera per riuscire a concentrarmi sul task corrente, ovvero la realizzazione di alcuni piccoli programmi (script) per automatizzare alcune ripetitive fasi del lavoro necessario a terminare il mio primo cartone animato, Trash Ed. Questi script, denominati “gls Animation Tools” svolgono varie funzioni e se col tempo riusciro’ a potenziarli dovrei poter sfornare roba tipo super-gls (celeberrimo super eroe), ma per il momento mi accontenterei se mi tirassero fuori dall’impiccio di rifare mille volte sempre le stesse cose. In effetti circa il 70%/75% dei miei pensieri e occupato da questa temporanea occupazione, che solo per appunti, schizzi e progetti ha gia’ consumato piu’ carta di quanta non ne avessi mai usata (beh, quasi). Da questo comprendete quindi che non sono un asso della programmazione.
Ma perche’ vi sto parlando di questo? In realta’ volevo parlare d’altro… Ma non crediate, sono le mie solite scemenze psico-esistenziali. Il fatto e’ che sono nervoso e turbato e penso che questa crisi di insonnia sia il culmine di giorni di riflessioni fatte quando gli algoritmi le lasciavano spazio. Il punto e’ che tutto mi e’ estremamente chiaro, ho la sensazione di aver capito tutto quello che mi serviva che io capissi. I giorni dei dubbi e degli enigmi sono lontani, cosi’ lontani che non crederei mai di aver vissuto quel tormento di interrogativi e paure in questa vita. Eppure ero io, stavo preparandomi, cercavo di venire a galla dopo aver trattenuto il respiro per una vita intera. E poi? Finalmente il chiarore oltre la superficie, dopo un attesa eterna sbattendo scompostamente gli arti, esco la testa fuori dall’acqua provando una sensazione inizialmente maggiormente angosciante che se mi fosse stata invece immersa, in un pentolone di brodo di lenticchie rovente. E sono fuori, ma mi guardo intorno e… Non sono ancora salvo! Sono solo emerso in mezzo all’oceano, affannato e disperso con l’unico punto di riferimento che e’ la classica stella terrestre che seguo strenuamente a nuoto, con la speranza forte e forse illusoria di riuscire a raggiungere la terra promessa, da me a me stesso.
Bene, quindi ora so cosa fare, ma quanto tempo serve, e se bastera’ mai per fare tutto non mi e’ dato certamente di saperlo. Allora rischio, me ne fotto altamente di tutto e di tutti e continuo ad andare avanti, tanto prima poi, crepo lo stesso (sia metaforicamente che non). Ci si guardi dal lanciarmi un salvagente o una qualunque schifezza galleggiante, perche’ io devo farcela da solo, ne sono convinto, non che posso, ma che voglio, perche *devo* dimostrare qualcosa a qualcuno. Ma cosa? E quante opere? Quante idee? Come riuscire a fare bene, a lasciare qualcosa di degno ai miei successori? Questo sono ora le maledette, assillanti questioni. Animazioni, libri, quadri, sculture, cantieri aperti e operosi colmi di volonta’ e vacui di tempo e soldi. Se il mio ingegno ha un valore, per basso che sia, finora lo conosco solo io e convivo con l’ansia di riparare al torto che mi faccio NON sbrigandomi come dovrei a renderlo di pubblico dominio! Mi inganno, mi lascio credere che del mio contributo freghi a qualcuno. Questa e’ la chiave di tutto! E campo di ossessioni, come il sesso di cui mi sento totalmente drogato ed intriso. Ogni volta che ne ho l’occasione mi ritrovo ad inseguire Maya per casa, riuscendo a strappargli un indumento di dosso ad ogni giro. E per fortuna che lei e’ consapevole di come e quanto io l’ami, altrimenti potrebbe pensare e a ragione che io sia un maniaco, cosa che in questo momento mi sento. Troppe idee, potrebbe essere questo il problema, potrei aver superato i limiti consentiti dalla massa cerebrale. E turbino. Non riesco a spegnermi, forse per questo ho particolarmente bisogno di amore, per catalizzare la mia attenzione su qualcun altro che non sia io ed i miei prodotti. Sono un dannato egoista. Se esco e vedo gli altri, nonostante qualcuno cerchi di avvicinarmi, sono insolitamente schivo. Che interessi in comune abbiamo io te? Non condividiamo niente! Educatamente e diplomaticamene declino: “Al diavolo, essere inferiore!” Perche’ dovrei perdere del tempo a parlare del tempo?! Socializzare mi scassa ora. Socializzate tra voi patetici puffi infoiati di calcio e televisione. Possibile che non ci sia una, dico una persona realmente interessante nel raggio di un chilometro da casa mia??? Ma allora e’ vero che la gente su internet e’ piu’ intelligente. Ma da qualche parte dovranno pure abitare ’sti stronzi pero’!
Mangio male, e bevo peggio. Dormo come ho sempre dormito, in modo assurdo, facendo sogni che farebbero passare la voglia di riposare pure ad un morto stecchito. Eppure cosa mi manca? Ho tutto a portata di mano. Ci sono quasi riuscito a sistemarmi. Quasi. Qualcosa manca… Altrimenti non la starei cercando inconsciamente. Che io debba solo “farcela”? Tutto qua’? E’ ridicolmente semplice, troppo ridicolmente semplice per me.
Domani mattina, anzi, stamattina, mi rimetto al lavoro e mi calmo provvisoriamente. Ma ad un certo punto, cavolo, dovro’ pranzare. Ma poi ricomincio. Mah. Quanto e’ strano ’sto andirivieni, e pensare poi che io credo pure di aver capito tutto. Una beata mazza.
Gli artisti che cercano la perfezione in tutto sono quelli che non la raggiungono in nulla.
Eugène Delacroix (1798-1863), pittore francese.



Mah….è difficile poter dire qualcosa di concretamente valido dall’esterno su questo mare di sensazioni. Magari tra qualche giorno ti sveglierai e ti renderai conto che hai solo una gran fretta di vedere tutto realizzato..
Quanto al discorso sul sesso, mi colpisce non tanto per la tematica in sè. Sono dell’idea che le cosidette manie siano tutt’altro che malattie ma spessissimo esclusivo sintomo di qualche problema più profondo che tu stesso stai dicendo di avere. Come concetto siamo vicini alla droga in effetti, con la differenza che tu fattivamente non fai male nè a te stesso nè a nessun altro.