gls, la vaselina e la farmacista ben pensante
Sapete cos’è un generatore eolico? Beh ovvio che lo sapete, e’ una sorta di elica che girando produce corrente elettrica pulita e rinnovabile in abbondanza. Per una serie di motivi fra cui il fatto che odio l’enel con tutte le mie forze (ribatezzata “a#al” ), e poi vi spiego anche perche’, sto costruendo proprio uno di questi aggeggini. E’ da dicembre che ci lavoro sopra e adesso ho quasi tutti i pezzi, recuperati da macchinari di vario tipo e assolutamente riciclati e devo solo trovare la voglia di continuare e finire di assemblarli visto che nell’ultimo periodo causa stress mi e’ un po’ passata… Per darvi un idea (un bel giorno vedrete anche delle foto) si tratta di un elica a forma di fusillo (ad asse verticale) alta 3 metri e di un metro e mezzo di diametro accoppiata con un alternatore costruito con dischi dei freni di una Audi A80 e i magneti di circa 140 Hard Disk Maxtor da 4960 cilindri piu’ altre robe strane provenienti da fotocopiatrici, alimentatori di computer, monitor ecc ecc. Quando sara’ finito dovrebbe produrre oltre un kw senza problemi e caricare le batterie per auto rigenerate collegate al gigantesco gruppo di continuita’ di un server Compaq Proliant trasformato in un inverter da 2800 watt ad onda sinusoidale, sufficienti a far funzionare tutto per molte ore (anche giorni), mentre il vento le ricarica quasi costantemente. Insomma, mi piacerebbe raccontarvi tutto nei dettagli ma non e’ questo il momento e soprattutto il punto.
Il punto e’ che una parte fondamentale dell’accrocchio e’ il cuscinetto a sfera che fa girare il tutto, appunto quello estremamente robusto della ruota di una macchina, che per opporre la minima resistenza deve essere ben lubrificato, cioe’ gia’ cosi’ gira una meraviglia, con una spintarella manuale gira per quasi un minuto (!), ma io sono sborone di natura e quindi… Mi hanno consigliato un po’ di tutto, ma alla fine quelli che sembrano essere i prodotti migliori sono spray al silicone e vaselina. Dato che pero’ lo spray al silicone va periodicamente ri-spruzzato e che gia’ l’elettronica di controllo (che assomiglia a quella di un astronave) ha bisogno di una certa manutenzione, ho optato per la vaselina.
Andiamo quindi in farmacia a comprare la vaselina!
Quello che segue e’ la cronaca di un incubo.
Ho pensato, considerato che la suddetta crema e’ il lubrificante a#ale per eccellenza e che pur non avendo nulla contro i gay mi prenderebbe male a passare per tale non essendolo (sono traumatizzato dal fatto che tutti i gay ci provano con me), e’ meglio andare in una farmacia dove non mi conoscono e magari poco “trafficata”, comprare anche qualcos’altro e magari qualcosa che possa essere “per mia moglie”, tipo… tipo… mumble mumble… le pillole anticoncezionali!!! Che ideona, cosi’ non posso essere sicuramente gay, al massimo possono pensare che ce la spassiamo alla grande io e la mia lei, hihi. E’ ovvio che non posso comunque dire la verita’ perche’ mi prenderebbero per un alieno come al solito, con le mie tipiche richieste assurde ai negozianti.
Ma il primo problema e’ che per una serie di equivoci e scarso tempismo non riesco a farmi fare la ricetta da mio zio che e’ anche il nostro medico, cosi’ ci rinuncio in un moto di coraggio e fretta.
Cosi’ vado in una farmacia in centro dove saro’ stato al massimo due volte perche’ non e’ mai di strada, ma questo e’ il primo sbaglio infatti il locale e’ pieno zeppo di gente assortita. Ci sono quattro farmacisti al lavoro, e nonostante questo la fila e’ lunghissima e continua a formarsi dietro di me. Vabbe’ parlero’ sottovoce, penso. Dopo di me c’e’ un tizio, un tappo con un gile’ arancione e la fretta addosso, immagino che cerchera’ di passarmi avanti arrivato il momento, e quindi mi preparo guardando negli occhi la ragazza che si sarebbe occupata di me da li’ a poco e indicandogli il furbone. Appena arriva il mio turno gambe corte si precipita tutto sorridente al bancone, io resto fermo immobile e aspetto. La farmacista: “Guardi che c’e’ prima il signore…”. Allora mi faccio avanti e dico: “Si, ci sono prima io, forse non mi aveva visto…”. Il marsupiale sgargiante pero’ non ci pensa nemmeno a farsi da parte e mi rimane appiccicato ad un fianco mentre io sto per esprimere la mia fatidica richiesta.
“Allora, cosa le serve?” Mi chiede dolcemente la signorina.
“Beh, mi servirebbe un barattolino di vaselina” Dico io con calma cercando di scandire bene le parole per non essere costretto a ripetere. Ovviamete in quel momento nonostante la confusione, c’era il silenzio piu’ totale…
Sul volto ancora deluso dell’astuto toporagno si dipinge un sorriso e si lascia andare in un “Ahhh” del tipo “Ah, ora si spiega tutto”.
Povero disgraziato, non immaginava che lo sguardo fisso e omic1da che gli avrei lanciato subito dopo lo avrebbe rimesso immediatamente al suo posto nella fila quattro passi indietro. Ma la frittata ormai era fatta.
La ragazza ora mi guarda in modo sensibilmente diverso, e mi dice di attendere un attimo. Ricompare pochi secondi dopo con in mano un tubetto minuscolo, come quelli delle pomate, pero’ molto piccolo.
Allora le dico: “Ahem, mi servirebbe una quantita’ maggiore, non avete una confezione in barattolo?”
Lei strabuzza gli occhi “Ma lei cosa ci deve fare?”
Adesso, questa e’ la decisione piu’ difficile della mia vita, o le dico la verita’ e complico la situazione o devio la domanda su una cavolata qualsiasi: “Ah, ora che mi ricordo, mi servivano anche delle informazioni su come prevenire il mal d’auto”
Ho cannato!!! Il cambio di discorso era palese… Comunque mi fa vedere dei braccialetti ad elastico con una pallina di plastica che comprimendo i nervi del polso dovrebbero prevenire il mal d’auto. E’ tutto molto interessante… Alla fine scopro anche che questi braccialetti costano 16 euro, quando chiunque con 16 centesimi potrebbe costruirseli in casa!
“E’ che ho solo pochi spiccioli e la carta di credito, li comprero’ eventualmente in un altro momento”
“Ma noi accettiamo le carta di credito come forma di pagamento”
“Ah, (ca##o) li prendo in seguito comunque”
“Ok, quindi dicevamo, quante vaselina le serve?” Di nuovo un silenzio di tomba, giustamente.
“Mah, direi mezzo chilo”
“Ma… Daccordo, vado a pesarlo…” E rivolgendosi ad una sua collega li’ accanto: “Dove’ la vaselina per le preparazioni?”
“Che ci devi fare?”
“Serve al signore…”
“Ma l’abbiamo pronta in tubetto”
“No, gliene serve di piu’”
“Ma di piu’ quanto?”
“Mezzo chilo”
“Ah…”
“Non lo so vedi sul tavolo blah blah blah”
Io mentre loro chiaccheravano allegramente rendendo partecipi tutti gli astanti, avevo voglia di impiccarmi, e come se non bastasse subivo gli sguardi interessati di una signora sulla sessantina nella fila vicina alla mia… A questo punto la ragazza sparisce per dieci minuti buoni. Poi quando torna con il vasetto bianco in mano mi spiega che quella e’ per il loro uso interno, per preparare chissa’ quali intrugli. “Speriamo che basti!” (Ma perche’ l’ho detto, perche’???). Vedendo la curiosita’ morbosa nei suoi grandi occhi castani penso che forse e’ il momento di abbozzare una spiegazione, in fondo posso solo guadagnarci a questo punto.
Mi lancio con una domanda: “Ma questa nel tempo si altera? Voglio dire, tende ad evaporare o indurirsi?”
“Eh, non saprei, so’ che con il freddo si indurisce un po’ e con il caldo si ammorbidisce…”
“No, le spiego, mi servirebbe per lubrificare un cuscinetto a sfera…”
E lei con gli occhi spalancati e l’aria di una che non ti crederebbe neanche se la pagassi: “Ahhhhhh”
Vengono circa tre euro, pago e me ne vado via sgommando.
Morale della favola? Che figura di me#da!





IDOLO!