Torno adesso dall’aver accompagnato mia nonna dal dentista. Eheheh. Argh.
Dato che sono tutti “impegnati” per così dire, me ne sono fatto carico io, e ci sono momenti in cui vorrei uccidermi lentamente per questo.
Sono esausto quindi vi faccio una mini-cronaca stringatissima.
Ore 8 e 10 minuti, il caldo afoso mi sveglia, per fortuna in orario.
Ore 8 e 25 minuti, vado a prendere mia nonna e andiamo a passo di formica alla fermata dell’autobus, la tengo con un braccio sulla sua spalla perchè senza barcolla fuori dal marciapiede. Un truzzetto davanti alla croce rossa ci fissa divertito, sembra pensare: “HAhA, che bellla ffidanzzata!”. Ma vai un pò a cagare.
Ore 8 e 35 minuti, saliamo sul mezzo di trasporto, l’autista è un tipo la cui vacuità oculare riflette il pensiero e soprattutto la GUIDA. Alla folle velocita di UN (ma forse addirittura DUE) chilometro all’ora arriviamo allo studio del dentista. I pensionati presenti decedono nel viaggio.
Ore 9 e 10 minuti, finalmente arriva il dottore, tutto contento, come se si fosse svegliato su un materasso di soldi in mezzo a tre o quattro gnocche assatanate. Saluta tutti amorevolmente, stringendo la mano ai pazienti come farebbe il papa.
Ore 9 e 20 minuti, il papa ci riceve, siamo i primi. Mia nonna cominincia a parlare, parlare, parlare… Ripete sempre le stesse cose. Il dentista è molto tollerante, la ascolta, la asseconda, cerca di intervenire, ma viene continuamente inutilmente interrotto.
Ore 9 e 30 minuti, Giobbe si trasforma in Mazinga, comincia a sbavare rabbioso e minaccia di andarsene.
Ore 9 e 40 minuti, tutti abbiamo una siringa in mano, il dentista anestetizza mia nonna, io somministro un sedativo al dentista perchè non la uccida, e l’assistente superflua mi inietta dell’eroina bella calda per farmi resistere, mentre si fa una pera di glucosio con le caramelle che dovrebbero essere dei pazienti.
Ore 9 e 45 minuti, mia nonna urla e scalcia, io le tengo la mano e la rassicuro, nell’enfasi mi invia qualche pugno sullo stomaco digiuno, ma sono insensibilizzato dalla vorticosa rotazione testicolare.
Ore 9 e 50 minuti, la devitalizzazione è conclusa, ma mia nonna non molla, il dentista mi prega sottovoce di togliergliela dai piedi perchè sta dando di matto. Cerco di trascinarla via, ma lei finge di dimenticarsi la borsa, come di consueto, per TORNARE.
Ore 10, torniamo a prendere la borsa, ora c’è solo l’assistente, ingrassata di due chili. Provo un brivido di freddo intravedendo il dentista nella stanza accanto scegliere un bisturi, forse si vuole tagliare le vene.
Ore 10 e qualcosa, prendiamo di nuovo l’autobus verso casa, un altra linea. L’autista ha la stessa fisionomia del precente, ma con un espressione da macellaio in berserk. Nonostante il giro per tornare sia molto più lungo di quello che abbiamo fatto per andare, arriviamo in metà tempo, sulle ali del vento, mentre egli ride e borbotta in lingue dimenticate, e mentre gli anziani passegeri si lamentano che i loro sacchi della spesa rotolino via. Stranamente, quando salgono belle ragazze, cane pazzo non le fa obliterare il biglietto. I vecchiacci esplodono in rivolta alzando i bastoni al cielo. Questa corsa mi è costata 85 centesimi.
Ore… ho perso il conto… Scendiamo alla fermata, mia nonna pur con una zanna trapanata sta meglio di me, che comincio ad avere tic nervosi.
La accompagno a casa, e torno quì. Entrando dalla porta esclamo ad alta voce: WOOOOWW!
Ecco a che mi servono i sogni lucidi: loro mi sballano, quando la realtà mi sbomballa.